
Nel corso tempo ci abituiamo ai silenzi degli altri.
Le reti sottili si stendono e tendono a infiniti pesciolini azzurri.
Sfuggiamo alle volte , alle volte restiamo impigliati con gioia e miriadi di riflessi d'argento.
Pensieri e moti di entusiasmo e di vita scintillano attorno e da noi si irradiano attorno.
Alle volte si spengono nei silenzi degli altri , alle volte ne vengono riflessi e ingigantiti , fino ad altro silenzio.
Siamo cosi delle porte, chiuse ad altre porte , anche esse chiuse.
Crediamo di avere illustrato ,condotto attraverso i giardini e le ombre .Abbiamo soltanto celato cio' che a noi stessi era troppo evidente.
Abbiamo negato la vista ad altri mondi .
Siamo stati creati per non essere visti .In questo splendore nasciamo , consumiamo la luce e muoriamo.
Nel corso del tempo cadiamo nei silenzi degli altri e nei nostri a loro.
Innumerevoli accenni di voci , innumerevoli manti di silenzio.
Protestando a noi stessi un'incomprensione inutile , trascorriamo ad un tempo ad un luogo vicini alla morte perche' la vita stessa è a poco a poco negata, svuotata di ogni suo seme .
Morire diventa cosi inevitabile e anche un desiderio che supera la paura .
La paura è svuotata di panico e il panico diventa l'attesa per cio' che non potra mai essere descritto, compreso, narrato ..
Per questo è inutile scrivere e lasciare pagine e pagine ...

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